L’impatto dell’emergenza sanitaria sul riparto di competenze tra Stato e Regioni

Nel lavoro si sottolinea che l’attuale riparto costituzionale di competenze tra lo Stato e le Regioni dota lo Stato centrale di tutti i poteri necessari a contrastare emergenze sanitarie, anche quando esse non siano riconducibili alla materia della profilassi internazionale. Esso considera, quindi, inutili le proposte di emendamenti costituzionali rivolti a potenziare i poteri del legislatore statale. Considera tali proposte un alibi per non affrontare i problemi di gestione amministrativa la cui soluzione sarebbe necessaria a far funzionare il sistema, e per non impegnarsi nelle riforme legislative (non costituzionali) a ciò necessarie. Il lavoro dedica, inoltre, particolare attenzione alla decretazione d’urgenza, in cui ravvisa uno strumento idoneo a derogare, in casi di straordinaria necessità ed urgenza, al riparto di competenze tra lo Stato e Regioni.

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In this paper, the Author emphasizes that the current constitutional division of powersbetween the Italian State and the Regions endows the executive with all necessary powersto combat health emergencies, even if not linked to matters of international prophylaxis. The Author discusses recent proposals for constitutional amendments allegedly aiming at strengthening the powers of the central legislative. His view is that such proposals as pretexts for not addressing the administrative management issues which are now making the system dysfunctional, and not engaging in necessary (non-constitutional) legislative reforms. As a consequence the Author concludes that all such proposals are devoid of any meaning. In this paper, the Author also focuses upon the use of emergency decrees (decreti-legge), which he views as suitable instruments for derogating from the State/Regions division of powers in cases of extraordinary need and urgency.

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