L’esercizio dei poteri concorrenti nell’ordinamento dell’Unione europea e il suo impatto sui sistemi giuridici degli Stati membri

This paper aims to analyse concurrent powers of the European Union, that are not a recent acquisition and require a somewhat different examination with respect to the meaning of concurrent powers according to the federalist theory; and the reason for this lies in the structure and history of the European Institutions.
Only with the Treaty of Lisbon the distribution of powers takes on the constitutional characteristics of the federal type, albeit with major limitations.
In particular, the choice of envisaging a single modal discipline, as competence of the Union, for the economic, occupational and social policies of the Member States, even though other shortcomings may be found in the monetary and fiscal policy, helps understand that the governments of the Member States were not at all far-sighted in envisaging the powers that they should have envisaged for the European level, in order to face the economic and financial crisis that struck a profoundly unprepared Europe at the very time when the Lisbon Treaty was being adopted.

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Il paper si pone l’obiettivo di analizzare le competenze concorrenti dell’Unione europea, le quali non sono una recente acquisizione e richiedono un esame peculiare rispetto a ci0′ che comunemente la teoria del federalismo intende per competenze concorrenti; e la ragione di cio’ risiede nella struttura e nella storia stessa delle Istituzioni europee.
E’ solo con il Trattato di Lisbona che il riparto delle competenze assume le caratteristiche costituzionali di un ordinamento di tipo federativo, anche se con importanti limitazioni.
In particolare, la scelta di prevedere solo una disciplina modale, come competenza dell’Unione, per le politiche economiche, occupazionali e sociali degli Stati membri, anche se altre lacune si possono ravvisare nella politica monetaria e in quella fiscale, fa comprendere quanto poco lungimiranti siano stati i governi degli Stati membri nel prevedere i poteri che avrebbero dovuto mettere insieme nel livello europeo, onde fare fronte alla crisi economica e finanziaria che, nello stesso tempo dell’entrata prevista dal Trattato di Lisbona, si abbatteva sull’Europa, cogliendola profondamente impreparata.

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