Soffermandosi sulle specificità che caratterizzano la valutazione DNSH, il contributo mette in luce le ambiguità che hanno contraddistinto l’emersione del principio “do no significant harm”, quale elemento condizionante l’accesso ai finanziamenti del Next Generation EU e agli altri programmi di finanziamento europeo. Il principio, benché nato per tutelare degli interessi del mercato di capitali, è stato trasposto senza alcun correttivo in ambiti diversi generando inevitabili contraddizioni. Ciononostante, è possibile preservare una dimensione strettamente procedurale in cui il principio DNSH si atteggia come un vero e proprio principio ambientale, dotato di una capacità di condizionamento trasversale.
Focusing on the specific features that characterise the DNSH assessment, this article highlights the ambiguities that have marked the emergence of the “do no significant harm” principle as a condition for access to Next Generation EU funding and other European financing programmes. Despite having originated to protect the interests of capital markets, the principle has been transposed—without any adjustments—into different fields, inevitably generating contradictions. Nonetheless, it is possible to preserve a strictly procedural dimension in which the DNSH principle takes the form of a genuine environmental principle, endowed with a cross-cutting conditioning capacity.