La fragile residualità della materia “turismo”: un difficile equilibrio di competenze tra Stato e Regioni

Con la riforma costituzionale del 2001 il “turismo”, da materia di competenza concorrente tra Stato e Regioni, è passata nell’elenco delle materie di competenza residuale regionale, come confermato più volte dalla Corte costituzionale. Questo “passaggio” è rimasto, però, per molti versi solo formale non avendo prodotto, in concreto, un vero cambiamento né in relazione allo spazio d’intervento statale né a quello regionale. Per numerosi profili della disciplina del turismo, infatti, l’azione statale è continuata ad apparire “inevitabile” soprattutto per la dimensione “nazionale” degli interessi economici e di immagine connessi al settore del turismo, che hanno giustificato il frequente intervento da parte del governo centrale.
Il presente contributo si propone di ricostruire i confini di questa materia dalla natura complessa e poliedrica e di evidenziare, attraverso l’analisi della giurisprudenza costituzionale, le interferenze con le competenze statali di natura concorrente ed esclusiva, nonché il ricorso alla “chiamata in sussidiaritetà” e al canone della “leale collaborazione”. Sono, infine, analizzati gli interventi normativi regionali in materia di turismo prodotti dal 2001 in poi allo scopo di comprendere il reale utilizzo fatto dalle Regioni di questa teorica competenza esclusiva.

Agricoltura, pesca e caccia: oggetto e delimitazione di tre materie di potestà residuale regionale

Con la riforma del Titolo V della Costituzione i termini “agricoltura”, “pesca” e “caccia” scompaiono dal testo dell’art. 117: essi, infatti, non figurano negli elenchi delle attribuzioni statali, né in via riservata né concorrente. La conclusione più logica cui giunse, fin da subito, la dottrina fu quella del conferimento di tali materie alla competenza residuale regionale, come, d’altronde confermò a breve anche la Corte costituzionale in occasione di numerose sentenze.
Il presente contributo si propone di ricostruire, anche attraverso la giurisprudenza costituzionale, il contenuto e i confini di dette materie, i punti di contatto e le possibili interferenze con le competenze statali di natura concorrente ed esclusiva e analizza, infine, la normativa regionale prodotta nelle materie oggetto d’indagine dal 2001 in poi allo scopo di comprendere l’estensione dei contenuti sostanziali delle materie stesse.